Il buono, il brutto, il cattivo: gli incredibili retroscena del film

Scheletri, rischi mortali, improvvisazioni e intrusioni di altri registi. I retroscena più particolari e incredibili de “Il buono, il brutto, il cattivo”.

Il buono, il brutto, il cattivo (Sergio Leone, 1966): retroscena e curiosità

  • Le scene di Eli Wallach (Tuco, il brutto) all’interno del negozio di armi sono completamente improvvisate. Eli sapeva poco o nulla sulle pistole, così gli venne chiesto di fare tutto ciò che voleva.

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  • Sergio Leone parlava pochissimo inglese così come Eli Wallach conosceva pochissime parole italiane. Il regista e l’attore comunicavano fra di loro parlando in francese.
  • Nella famosa scena del treno, Eli Wallach ha seriamente rischiato di essere decapitato.

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  • Clint Eastwood ha indossato lo stesso poncho in tutti e tre i film della trilogia del dollaro. L’indumento non è stato mai sostituito durante le riprese né è mai stato lavato.

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  • Il cimitero in cui si svolge il triello, pur essendo incredibilmente realistico, non esisteva nella realtà. È frutto del lungo e minuzioso lavoro degli scenografi italiani e spagnoli (e l’aiuto di 250 soldati franchisti) e oggi il sito, che si trova in Spagna, a Santo Domingo de Silos, è meta di molti turisti che possono ancora ammirarne i pochi resti (come mostra la foto in basso).

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  • Sergio Leone pretendeva che il cimitero fosse il più realistico possibile, e per questo richiese la presenza di vere ossa umane. La ricerca di scheletri fra medici e autorità locali non andò a buon fine, ma il caso volle che a Madrid (il film venne girato in Spagna) una donna stesse affittando lo scheletro della madre, la quale, essendo stata un’attrice da viva, aveva lasciato disposizione di usare il suo corpo per “recitare anche dopo la morte”.

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