Priscilla: la regina del deserto torna a Roma!

priscilla
 Il musical Priscilla: la regina del deserto ritorna a Roma in una nuova versione dopo quasi sei mesi di rappresentazioni al Manzoni di Milano.

 

Avete presente quelle scene dove la bruttina con gli occhiali viene invitata a ballare dal più figo della scuola? Qualche giorno fa è successo proprio a me. Ero tutta incartapecorita sulla poltrona del teatro Manzoni di Milano, con un mal di testa atroce e i miei occhiali da fondo di bottiglia, che cercavo di godermi il musical. Poi ad un certo punto i ballerini sono scesi tra il pubblico e uno di loro mi ha preso per la mano, fatto cadere gli occhiali, e invitato a salire sul palco! Io e altri ragazzi presi dal pubblico ci siamo esibiti in un balletto divertentissimo insieme a loro, e alla fine ci siamo uniti nel fare l’inchino! Sono ancora su di giri, è stato troppo bello!
Ora però facciamo i seri, perché ho una recensione da scrivere.

Dal 21 Ottobre il Tetro Brancaccio di Roma ospiterà uno dei più famosi musical di tutti i tempi, Priscilla: la regina del deserto, quindi state tranquilli perché magari anche voi potrete avere l’onore di essere delle Cenerentole per una sera. Io però ho avuto l’occasione di vederlo a Milano, dove il musical è in programmazione da Maggio e lo sarà fino al 18 Ottobre al teatro Manzoni: un’esperienza tra l’onirico e il surreale. Costumi sgargianti, interpretazioni sconvolgenti, scenografie e musiche oltre la concezione umana di perfezione. Un vero e proprio omaggio al film cult degli anni Novanta.
Non c’è un attimo per prendere fiato: le scene si susseguono in un delirio glitterato ed effervescente, tanto che, nella pausa tra il primo e il secondo tempo, molti spettatori sono dovuti uscire per riprendersi e respirare un po’.
La genialità di questa nuova versione sta nel fare del costume la vera e propria scenografia, ogni piccolo elemento della trama è spunto per sfociare nel vortice dell’esagerazione lasciandosi travolgere senza alcuna esitazione. Ballerine travestite da pennelli fucsia giganti, costumi a forma di torta con tanto di candela come cappello, e addirittura una versione argentata dei Village People che sgambettano sui tacchi: non ci annoia mai. Solo dei grandi attori possono reggere il peso di uno spettacolo tanto imponente, e i protagonisti hanno dimostrato di avere talento da vendere: ognuno di loro ha dominato la scena con imperturbabile maestria, senza smettere un attimo di prendersi in giro.

Per due ore e mezzo gli interpreti sono in grado di intrattenere lo spettatore come raramente avevo visto fare prima, in un miscuglio di danza, canto e glitter. La ciliegina sulla torta, o meglio, sulle varie torte che roteano impazzite sul palco, sono i saluti finali. Perché un musical del genere non può limitarsi a dei semplici inchini: sarebbe un’offesa! Ebbene, i tre protagonisti arrivano sul palco vestiti come Maria Antonietta, ma invece di una banale parrucca, hanno in testa degli enormi cuscini di velluto, cuciti imitando le folli acconciature della delfina di Francia. Che si tratti di una citazione, o meglio, di un omaggio all’estrosità per eccellenza?
Che sia così o no, è stato un finale più che apprezzato.

Diandra Elettra Moscogiuri

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