Libero cinema in libera terra: programma del tour del cinema contro le mafie

Parte il 1° Luglio la decima edizione del festival internazionale di cinema itinerante contro le mafie Libero cinema in libera terra, promosso da Cinemovel Foundation, in collaborazione con Libera e col supporto della Fondazione Unipol. La prima delle ventuno tappe sarà Licata, in provincia di Agrigento, dove verrà trasmesso il capolavoro di Francesco Rosi Le mani sulla città, film scelto non a caso per essere trasmesso in una terra divorata dall’abusivismo edilizio. Il 2 Luglio la seconda tappa, sempre in Sicilia, a San Giovanni La Punta (Catania) in un parco commerciale confiscato a Cosa Nostra, quello delle Zagare, dove verrà trasmessa la commedia di Edoardo Leo Noi e la Giulia. E così via per tutta l’Italia e non solo, perché ad Ottobre il Festival approderà anche a Berlino e a Parigi.

 

Il programma completo del Festival
Il programma completo del Festival

 

Dal 2006 Libero cinema in libera terra va avanti con la consapevolezza che le immagini riescano a comunicare in modo più immediato e toccante di qualsiasi altra forma d’espressione e in modo più trasversale. Cresce con la consapevolezza di un forte bisogno di cultura in un Italia che per anni nella cultura ha investito sempre di meno, con la consapevolezza che sempre più sale cinematografiche, soprattutto in provincia, vengono chiuse e che molti film di qualità non riescano a trovare la distribuzione che meritano.

Durante la cerimonia di presentazione a Roma, Don Ciotti, presidente nazionale di Libera, ha ben riassunto gli ideali del festival affermando che “Il cinema protagonista di questa manifestazione dev’essere un cinema scomodo, che faccia pensare e che faccia vedere la realtà in modo inconsueto, che ci apra alla bellezza ma anche alla complessità della vita. Cultura non è solo sapere, ma assunzione di responsabilità, sporcarsi le mani. Le mafie ingrassano nell’indifferenza e nell’egoismo. Per questo la cultura come pensiero critico è il primo nemico delle mafie che voglio sudditi compiacenti. La cultura e le mafie sono incompatibili. In questo senso anche l’arte può fare la sua parte, come capacità di guardare oltre la superficie delle cose, di tradurre in un linguaggio accessibile ma non banale le aspirazioni più profonde dell’umano, la fame di bellezza e la sete di giustizia.”

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