Michael Segal, una vita tra libri e cinema | Intervista

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Attore e scrittore, Michael Segal può vantare una lunga e premiata carriera iniziata già in giovane età. Conosciamolo meglio nella nostra intervista.

 

La lunga carriera di Michael Segal, iniziata già in giovane età, lo ha recentemente portato a vincere un Award of Excellence al concorso Best Shorts Competition in California, come miglior attore non protagonista nel corto horror The Choice di Annamaria Lorusso (con la quale parleremo la prossima settimana). Il Best Shorts Competition è una delle competizioni più agguerrite, considerata l’anticamera degli Emmy e degli Oscar. Prima di essere un attore, però, Michael Segal è stato, ed è ancora, uno scrittore.
Il suo primo romanzo, intitolato In Articulo Mortis, e il sequel, In Nomine Dei, diventeranno presto dei lungometraggi, permettendo così alle sue due passioni di incontrarsi. Siamo andati a Ferrara per incontrarlo e chiedergli qualche informazione in più sul suo lavoro.

Michael Segal
Michael Segal in “The Choice”
  • Abbiamo visto che sei impegnato attivamente sia nella carriera cinematografica che in quella letteraria, a quale sei più affezionato?
    A quella cinematografica per questioni di fedeltà nel tempo (è da quando avevo 6 anni che voglio fare l’attore) e a quella letteraria per questioni di sanità mentale. Quando hai troppe idee in testa e sei continuamente in moto per creare storie e voler raccontare ed incantare, meravigliare e spaventare, far innamorare e far sperare, se non fai uscire in qualche modo il tuo spirito creativo in eccesso, va a finire che diventi come Jack Sparrow
  • I tuoi due romanzi stanno per diventare dei lungometraggi. Hai sempre pensato ai tuoi libri come a dei film?
    Effettivamente si. I critici che hanno letto le mie opere sono concordi sul fatto che il mio stile di scrittura sia molto cinematografico, probabilmente per deformazione professionale, ma a loro avviso, questo rende il romanzo avvincente ed incalzante, molto descrittivo ed appassionato… quasi visivo.
  • La tua passione per il cinema influenza quindi il tuo modo di scrivere?
    La mia grande passione non solo influenza, ma anzi determina il mio modo di scrivere. I colpi di scena, gli avvenimenti imprevisti, gli innamoramenti e tutto quello che accade nei miei romanzi è frutto di un amore incondizionato per la settima arte. cerco di ricreare continuamente situazioni sorprendenti ma credibili, avvincenti e passionali per catturare l’attenzione e la curiosità del lettore/spettatore; cerco di non deludere le aspettative di una persona esigente come me in primo luogo.
  • Hai mai pensato a degli attori in particolare per definire i tuoi personaggi, mentre scrivevi il libro?
    Anche qui la risposta è si, fai apposta a farmi domande dove sai che non ti contraddirò? (ride NdR). In realtà è la prima cosa che faccio quando creo un personaggio. Lo devo focalizzare a livello visivo prima di definirlo caratterialmente e costruirgli un passato, un presente e le motiviazioni che lo spingono a compiere determinati tipi di azioni piuttosto che altre. Tutti i miei personaggi sono molto complessi ed articolati, sono vivi. L’idea di partenza comprendeva attori famosissimi che fossero molto noti a chiunque, in modo tale da renderli il più credibili possibile nella loro apparenza. Poi approfondendo la loro intimità hanno cambiato volto e in pratica il cast di IN ARTICULO MORTIS è venuto fuori da solo e vorrei, se mi è permesso citarli tutti. Io sarò Dante, il poliziotto dotato di poteri extrasensoriali, il magnifico Roberto D’Antona, l’attore italiano che ha vinto più premi in assoluto, sarà il mio braccio destro Virgil, la carismatica ed intensa Annamaria Lorusso sarà la mia defunta moglie Beatrix, l’attrice californiana di puro talento Roberta Sparta sarà Angel, la donna intorno alla quale si muove tutta la storia, il durissimo e incazzatissimo Mirko D’Antona sarà Morris il poliziotto perfetto e peggior nemico di Dante, il colossale personaggio pubblico e televisivo Roberto Ciasca sarà il killer definitivo Demon, un vero e proprio mostro dotato degli stessi poteri di Dante, il britannico affascinante e perennemente sui set David White sarà l’irreprensibile capitano del distetto di polizia Arthur McGraff, l’unico vero sex symbol italiano Crisula Stafida sarà la poliziotta brutale Jill, lo stunt-man irlandese Ally McClelland che ha partecipato a Robin Hood, King Arthur e Morning Star sarà il cacciatore di demoni Jack Malcom e la strepitosa Silvia Boreale, direttamente da “Amici” , sarà Jessica, il guanto della sfida di Demon a Dante. Questi i personaggi principali.
  • Nel film quindi interpreterai il ruolo di Dante; è un personaggio che ti rispecchia?
    IN ARTICULO MORTIS è stato scritto in un periodo della mia vita nel quale mi sentivo molto Dante ed è un personaggio che amo profondamente. Rileggendolo a distanza di tempo invece  mi sono rispecchiato molto di più in Demon.
  • Cosa pensi degli adattamenti cinematografici di libri che si vedono oggi?
    Ne hai qualcuno che ti ha colpito in particolare?
    Oggigiorno grazie alla computer grafica si possono realizzare cose che mai si sarebbero ritenute possibili fino a qualche anno fa e tuttavia spessissimo per motivi pratici, libri e film non sempre coincidono, perché non è semplice tradurre in immagini e suoni per esempio l’intimo pensiero di un personaggio. Se il film non stravolge il romanzo, va benissimo, altrimenti si tratta di un lavoro “ispirato a” piuttosto che una trasposizione. Mi ha colpito particolarmente Bambi. Secondo me il film è uguale al romanzo.
  • Ti affascina di più leggere un libro o una sceneggiatura?
    Un libro. In un libro ci sono descrizioni dettagliate, pareri, pensieri, emozioni che in una sceneggiatura scritta non possono esistere, perchè sono destinati a due scopi diversi tra loro. Il libro deve emozionare e coinvolgere, la sceneggiatura deve istruire un regista su come tradurre in immagini delle situazioni, delle emozioni e dei pensieri.
  • Quali consigli daresti a uno scrittore che vorrebbe trasformare il suo libro in un film?
    Partendo dal presupposto che io non l’ho ancora fatto, direi che ognuno ha il suo mestiere. Io non sono un regista o un direttore della fotografia o un fonico. Io sono un attore ed uno sceneggiatore, quindi ritengo indispensabile affidare a dei professionisti e a delle persone competenti i ruoli giusti. Sarebbe sciocco ed arrogante da parte mia voler fare il regista del film, quindi il mio consiglio è: controllate tutto, ma fidatevi delle persone che ne sanno più di voi, altrimenti trasformate il vostro prodotto in qualcosa di amatoriale da soli.

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Per news, anticipazioni, eventuali casting, informazioni sui romanzi e curiosità, potete visitare il suo sito www.michaelsegal.altervista.org e le due pagine Facebook dedicate ai suoi libri e alla sua carriera cinematografica. Ringraziamo Michael per averci concesso questa intervista e vi invitiamo a non perdere quella della prossima settimana dedicata ad un altro importante esponente del cinema indipendente italiano: la regista  Annamaria Lorusso. 

Diandra Elettra Moscogiuri 

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