I migliori film ‘non-in-inglese’ del decennio secondo il BFI

C’è anche l’Italia nella Top-10 stilata dagli utenti del sito del British Film Institute che raccoglie i dieci migliori film del decennio non girati in lingua inglese.

Il British Film Institute è la maggiore istituzione cinematografica britannica, organizzatrice fra le altre cose del London Film Festival dal 1956 e del London Lesbian and Gay Film Festival dal 1986. Il BFI, seguendo i consigli e le opinioni dati dagli utenti del suo sito, ha recentemente stilato la classifica dei dieci migliori film del decennio fra quelli non girati in lingua inglese. Il risultato è una top-10 variegata e di altissima qualità, fra cui spiccano nomi conosciuti e pluri-premiati, accanto a piccoli gioielli che meriterebbero più diffusione nei circuiti internazionali. Anche l’Italia è presente nella classifica, così come la Francia. Da notare, in particolar modo, come ben otto film su dieci siano passati dal Festival di Cannes. Ecco quali sono i dieci film “in lingua straniera” considerati i migliori degli ultimi dieci anni.

10. I Wish (Hirokazu Kore-eda, 2011)

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Il film di Kore-eda racconta con estrema la delicatezza la storia di due fratelli costretti a vivere in due città diverse. La capacità del regista giapponese di interpretare e trasmettere allo spettatore l’emotività e le speranze infantili dei due fratelli e dei loro amici è spiazzante. Nonostante la presenza di simbolismi e metafore (la polvere del vulcano che annebbia il sole e appesantisce il respiro è un’ottima materializzazione della malinconia), I Wish potrebbe essere definito un film neo-realista alla giapponese, toccante ma non tragico, nella sua semplicità.

9. Post Tenebras Lux (Carlos Reygadas, 2012)

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La critica italiana avrà decisamente da ridire sulla presenza di questo film nella classifica, alla pellicola del regista messicano Carlos Reygadas non fu infatti riservata una buona accoglienza nel Bel Paese. I protagonisti Juan e Olivia decidono di trasferirsi in campagna con i figli, abbandonando la vita caotica di Città del Messico. I due però hanno gravi problemi di convivenza e lui, in particolare, è incapace di controllare una forma di violenza che esercita su uno dei suoi cani. Il rapporto della coppia con la realtà di campagna non è dei migliori. L’integrazione è difficile e lo diviene ancora di più quando Juan scopre del tutto casualmente che una persona di cui si fidava sta per svaligiargli la casa. Post Tenebras Lux sembra un sunto di tutte le tecniche usate da Reygadas nei suoi film precedenti, ma il risultato non riesce a convincere tutti, provocando nette spaccature all’interno della critica cinematografica, nonostante il film sia valso a Reygadas il premio come miglior regista al Festival di Cannes.

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