Dark e Stranger Things hanno davvero così tanto in comune?

Dal primo dicembre è approdata su Netflix la prima produzione in lingua tedesca, Dark.

Guardando il trailer di Dark sembrerebbe esserci molto in comune con un’altra serie firmata Netflix che ha avuto molto successo: Stranger Things.

In una tranquilla cittadina tedesca immersa nei boschi, Winden, scompare un ragazzo.

I suoi amici pensano sia scappato di casa e ,conoscendo il luogo dove nascondeva della droga, si inoltrano nel bosco nei pressi una caverna. Qui vengono spaventati da un forte rumore e scappano.

Nella paura generale, il più piccolo che era lì per sbaglio, viene perso di vista e scompare.

Nel trailer si intuisce ci sia un loop temporale che fa ripetere gli avvenimenti con una cadenza di 33 anni.

I giovani protagonisti, le sparizioni, il bosco che nasconde, una centrale nucleare/laboratorio blindata e questo presagio di qualcosa di sconosciuto sempre in agguato; hanno portato il pubblico a pensare che la serie sia una copia, o almeno in parte, di Stranger Things.

Le somiglianze ci sono, vero, ma sono proprio le differenze a rendere i due prodotti di casa Netflix diversi e unici.

Uno dei ragazzi, Jonas, ha perso tragicamente il padre qualche mese prima e inizia ad indagare sugli strani eventi che sembrano turbare solo in parte quel velo di falsa tranquillità  di Winden.

A modo suo ogni personaggio sta reagendo ai fatti accaduti ma sta anche lottando contro i demoni del proprio passato.

Il primo punto che differenzia le due serie è proprio l’atmosfera. Per quanto Stranger Things fosse surreale e per alcuni versi drammatico, non perdeva mai una sorta di ironia. I personaggi venivano sempre presentati al meglio e non mancavano battute ironiche. Chi non ha amato Steve nel ruolo di “mamma” nella seconda stagione? O il piccolo Dustin senza denti?

Invece in Dark l’atmosfera è cupa, drammatica. Anche nei momenti felice c’è sempre quel velo di tristezza e tensione che non abbandona nessuno.

Per rendere bene questa atmosfera non vengono usati colori sgargianti ma c’è sempre un filtro scuro.

Se in Stranger Things si era aperto un portale con un mondo parallelo dominato da mostri, in Dark è il tempo che ha un deficit. Continuano a riproporsi gli stessi avvenimenti con una scadenza di 33 anni.

Il numero 33 è sicuramente simbolico e misterioso: considerato un numero maestro nonché l’età che aveva Cristo quando è morto.

Riportando gli avvenimenti del 2019, del 1986 e del 1953, sono molte le citazioni e riferimenti ad epoche diverse.

Come in Stranger Things, in cui i riferimenti anni ’80 sono una parte fondamentale della serie, anche in Dark giocano lo stesso ruolo.

Viene spesso rinvenuto l’involucro di una barretta al cioccolato chiamata Raider. Non tutti sanno che fino agli anni ’90 il nome delle barrette Twix era appunto Raider.

Questo fornisce un primo indizio per capire gli avvenimenti che riguardano il viaggiare nel tempo.

La minaccia che deve affrontare Hawkins (Stanger Things) riguarda il soprannaturale: mostri, portali con il Sottosopra e abilità di telecinesi.

Lo stesso a Winden (Dark) anche se non è così palese il collegamento.

La dimensione umana è molto più presente e il soprannaturale appare come qualcosa che non si riesce a comprendere, qualcosa che esce dagli schemi classici di pensiero.

Oltretutto è possibile spiegare questo “soprannaturale” con teorie scientifiche.

Ad Hawkins era presente un oscuro laboratorio impenetrabile in cui è stato creato questo varco, a Winden c’è una centrale nucleare con la sua energia incontrollabile.

Sono molti i riferimenti in Dark al disastro di Chernobyl avvenuto per l’appunto nel 1986.

Le vincente narrate da Stranger Things hanno il classico stile americano, si susseguono brividi e colpi di scena; il ritmo di Dark è completamente diverso: più cupo, più lento, più psicologico, potremmo dire più europeo.

Dalle prime battute del trailer si evince questo cancro che è Winden, una fonte di malvagità; non perché ci sia un varco per un mondo parallelo dominato da demoni dalle fauci enormi, ma perché sono le stesse persone che vi abitano ad essere cancerogene.

Ogni personaggio ha un aspetto oscuro che continua a ripresentarsi in un ciclo.

Per quanto i punti in comune possano essere molti, Dark e Stranger Things sono due serie completamente diverse ed uniche nel loro genere.

Dark è più umana, una discesa nell’essenza del genere umano  con le sue più oscure sfumature.

Stranger Things è una esternazione delle paure dell’uomo, le cui cause devono essere ricercare non in se stessi ma nella società.

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