5 Celebrità che hanno avuto una seconda chance dopo il baratro

Siamo abituati a sentire storie di celebrità cadute in disgrazia a causa di dipendenze, malattie e che non sono mai più riuscite a riconquistare il consenso della critica, la popolarità, o peggio il talento che li aveva resi famosi. Ma, per fortuna, ci sono star che ce l’hanno fatta, riuscendo a risorgere dalle proprie ceneri come delle vere e proprie fenici, e oggi vi parliamo di cinque tra le più eccezionali “rinascite” celebri.

Robert Downey Jr.

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Fin dall’infanzia, Robert è cresciuto in un ambiente (familiare e professionale) in cui le droghe circolavano con estrema facilità e venivano assunte con leggerezza, questo ha contribuito a rendere la loro presenza del tutto “normale”nella sua vita, ed è per questo che hanno fatto parte della sua carriera fin dagli inizi.

Negli anni ’80 la sua interpretazione di un giovane e ricco ragazzo dipendente dalla droga in Less Than Zero gli valse l’apprezzamento della critica. Ma il ruolo di Robert nel film si trasformò ben presto in un presagio: tra il 1996 e il 2001 la sua dipendenza dalle droghe era ormai fuori controllo e fu arrestato diverse volte per possesso di stupefacenti. Robert entrava e usciva continuamente dalle case di riabilitazione, senza uscire veramente dal tunnel. La sua carriera sembrava ormai finita per sempre.

Dopo aver toccato il fondo, Robert Downey Jr. decise di reagire e di uscire con le proprie forze dalla condizione miserabile in cui si trovava. In un’intervista fatta da Oprah, Robert ha spiegato ciò che ha pensato quando stava per rischiare di essere arrestato nuovamente:

– Sai cosa? Non penso di poter continuare – Così ho cercato aiuto e mi sono lasciato aiutare. Può capitare di chiedere aiuto quando non ne sei davvero convinto e non riuscire quindi a farti aiutare davvero. La cosa più difficile da fare è decidere di porre fine a questi problemi.

Oggi sappiamo tutti com’è andata a finire: dopo aver ricevuto importanti ingaggi per recitare in Zodiac e in Tropic Thunder, la carriera di Robert è andata avanti macinando successi, tra cui gli Sherlock Holmes di Guy Ritchie e, ovviamente il suo insuperabile Iron Man; ed anche la sua vita privata (da quel che si sa) procede serenamente.

Drew Barrymore

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Una delle colpe di Drew Barrymore è stata quella di essere nata nella famiglia sbagliata: una madre assetata di fama e un padre alcolizzato hanno contribuito a rendere la sua infanzia un inferno. Drew, famosa già da piccolissima, iniziò a bere alcool all’età di undici anni, a fumare marijuana a dodici, e ad assumere cocaina già a tredici anni. Fu mandata in una casa di cura a tredici anni e venne dimessa un anno più tardi dopo un tentativo di suicidio.

Dopo aver ottenuto per vie legali la totale emancipazione dai genitori, Drew ottenne un lavoro in una caffetteria, ma aveva una voglia disperata di tornare a recitare per dimostrare di non essere più quella ragazzina problematica di quattordici anni che aveva mandato in frantumi la propria promettente carriera.

Dopo aver ottenuto delle piccole parti, iniziarono ad arrivare proposte interessanti e l’attrice si trovò così a recitare in successi come The Wedding SingerCharlie’s Angels. Oggi è anche proprietaria di una casa di produzione ed è stata fra le promotrici della raccolta fondi per portare al cinema il film cult Donnie Darko.

Mickey Rourke

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Mickey Rourke ha raggiunto il successo negli anni Novanta sia come attore che come pugile, ma dietro le quinte si nascondeva una forte dipendenza dall’eroina. Nonostante successi come 9 settimane e mezzoBarfly Angel Heart, i registi iniziarono a rifiutarsi di lavorare con lui perché, secondo quanto disse Alan Parker:

Lavorare con Mickey è un incubo. È davvero pericoloso stare sul set con lui perché non sai mai cosa potrebbe fare.

Nel 2009 lo stesso Mickey Rourke ammise che:

Dicevo stupidamente che recitare non era un vero lavoro per un vero uomo. Ho minacciato produttori, urlato in faccia ai registi, e dimenticavo il nome del mio agente. Ho davvero dato fuoco alle mie opportunità.

Durante la sua carriera da pugile, Rourke ha seriamente danneggiato il proprio volto ed è ricorso perciò diverse volte alla chirurgia estetica. Ma la sua battaglia per riprendere in mano la propria vita ed essere sobrio lo ha aiutato a tornare sul grande schermo. Nel 2005 appare in Sin City, ma è nel 2009 che ritorna definitivamente e gloriosamente sulle scene grazie a The Wrestler, film che gli è valso un Golden Globe, un BAFTA e una nomination agli Oscar.

Owen Wilson

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Nonostante Owen Wilson non abbia mai subito un vero collasso della propria carriera, l’attore è stato vittima di una crisi depressiva così profonda che nel 2007 tentò il suicidio sia attraverso un overdose di farmaci che tagliandosi i polsi. Fortunatamente fu scoperto appena in tempo, in stato confusionale, da suo fratello Luke.

Wilson chiese ai media di rispettare la sua privacy dopo il tragico evento e per cercare di riprendersi si concentrò sul suo lavoro in Tropic Thunder.

L’attore ha preferito non parlare mai più del suo tentativo di suicidio e dei suoi problemi personali legati alla depressione, ma la sua carriera nel frattempo è andata avanti brillantemente grazie a film come Marley & Me, Hall Pass e The Grand Budapest Hotel.

Zoë Kravitz

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Zoë, attrice e figlia del cantante Lenny Kravitz, ha sofferto di gravi disordini alimentari per buona parte della sua adolescenza. La situazione iniziò anche a peggiorare quando la giovane attrice accettò coraggiosamente (ma un po’ incoscientemente) di accettare il ruolo di una paziente anoressica in The Road Within:

Fu una pazzia, potevi vedere le mie costole ! Stavo provando a perdere ulteriore peso per il film e non mi rendevo conto di essere arrivata al limite, di dovermi fermare.
Non credo che ciò fosse dovuto alla fama in sé, quanto all’essere circondata da questo mondo, vederlo e sentirne il peso e la pressione addosso.

Nonostante recitare in The Road Within sia stato molto doloroso, Zoë l’ha definita un’esperienza catartica che l’ha aiutata ad accettarsi, permettendole di confrontarsi con i propri demoni:

Sento come se qualcosa abbia lasciato il mio corpo, come se una parte di me se ne fosse andata per sempre, qualcosa che mi stava rendendo dannatamente insicura. E tutto ciò e straordinario e mi fa stare meglio.

La carriera di Zoë oggi va al massimo, grazie al suo ruolo nella saga di Divergent e la sua recente apparizione in Mad Max: Fury Road.

Le storie di queste star di Hollywood ci insegnano che i momenti di difficoltà, la depressione o la mancanza di speranza o di prospettive non devono governare il resto della nostra vita. Se possono prenderne loro il controllo, allora puoi farlo anche tu.

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